Covid e Privacy in carcere

Roma (Manifesto - Vincenzo Vita), 24 giugno 2020

Le posizioni del Garante dei dati personali e dell'Agcom

La relazione annuale del Garante dei dati personali, Antonello Soro è avvenuta quest'anno con una cerimonia ridotta alla Camera dei deputati, a causa delle misure antivirus.
Il discorso, introdotto da un saluto non formale del presidente dell'assemblea, Roberto Fico ha toccato con discrezione anche il tema della prolungata proroga dell'istituzione, con l'auspicio che si chiuda un ciclo non commendevole di rinvii, rompendo finalmente gli indugi.
Tutto ciò riguarda, ancor più, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, da tempo ondeggiante in uno stato incerto, né liquido né gassoso. A fronte di simili colpevoli scivolamenti dovuti al mancato accordo politico sulla nuova composizione degli organismi in questione, è lecito domandarsi se non si sia manifestato un rigetto nei riguardi di un altro potere: contiguo ma diverso rispetto a quelli tradizionali. Nell'accentrarsi dei riti decisionali, forse il sogno della terzietà, costitutivo delle autorità indipendenti, è rimasto un pio desiderio o si è trasformato in un incubo.
Non è il caso dell'ufficio del Garante dei dati personali, che ha fatto bene e conclude il mandato con molta dignità. La conferma è arrivata dalla relazione di ieri, basata su di una seria intelaiatura analitica.
Soro ha opportunamente citato Stefano Rodotà e Giovanni Buttarelli (il profetico giurista innovatore e il primo segretario generale, divenuto poi responsabile europeo), purtroppo entrambi scomparsi; tuttavia, proprio a loro si deve la strutturazione della normativa, a partire dalla legge quadro 675/1996 e dalla paziente costruzione dell'edificio regolamentare.
La relazione ha sottolineato come la pandemia abbia riportato con i piedi per terra l'ordine degli addendi: virtuali sì, ma sotto il segno della fisicità, intaccata in modo analogico dal Coronavirus.
E, però, la stessa fase del lockdown ha accelerato la transizione all'età digitale e reso consueto nominare parole come smart working, e-learning, contact tracing, algoritmi o intelligenza artificiale.
Siamo di fronte a un "fatto sociale totale", è vero, ma con enormi rischi; la pervasività e l'intrusione (magari a fin di bene) vìolano non tanto e non solo la nostra riservatezza borghese, bensì la fisiologia dell'io-digitale, della cui fisionomia noi stessi non siamo consapevoli.
Lo dimostra, per esempio, il numero elevato di istanze rivolte al Garante sui profili identitari ricavati in rete e non rispettosi dell'effettiva biografia: ben 8.092, aumentati del 91,5 per cento gli attacchi di malware, triplicati gli atti di spionaggio/sabotaggio e, lungo questo pendio scivoloso, ritornano in scena i pericoli connessi al riconoscimento facciale, sulla cui applicazione si chiede all'Europa una moratoria, al ricorso eccessivo alle intercettazioni o ai trojan e all'esasperata circolazione di fake news. I valori delle libertà e dell'umanesimo vanno custoditi gelosamente, applicando i prìncipi di cautela e proporzionalità nell'adozione delle pur necessarie misure emergenziali, quali quelle volte a contrastare la diffusione del 'Covid-19': interessante la proposta al governo e al parlamento di investire in un'infrastruttura 'cloud pubblica', avvolta in stringenti misure di protezione.
È un passo fondamentale per aprire la strada al tema dei temi: la proprietà pubblica dei dati, oggi impropriamente posseduti dagli 'Over the top' ovvero da Google, Microsoft, Amazon, Facebook e Twitter. Anzi, proprio la lotta alla pandemia richiederebbe l'acquisizione del bagaglio di conoscenze immagazzinato dagli oligarchi della rete, oltre la scelta alquanto fragile dell'App 'Immuni'.
Ecco, la relazione di Soro non ha toccato tali punti strategici, ancorché ne abbia messo le fondamenta, sollecitando, però, il regolamento attuativo del Dlgs 51/2018, vale a dire la trasposizione della direttiva europea 680/2016 che, all'articolo 20, contiene in nuce il transito dalla cultura privatistica a quella pubblica nel trattamento dei dati: un altro capitalismo.

Aggiornato il: 25/06/2020