Il vecchio e decrepito San Vittore

Milano (Repubblica - Fabrizio Ravelli), 19 giugno 2020

Ha vinto la battaglia contro il Coronavirus

C'è un posto a Milano dove l'emergenza 'Covid-19' è stata affrontata in maniera eccellente, e forse non tutti sanno che questo luogo è il carcere di San Vittore: sì, proprio il vecchio, decrepito, sovraffollato, anacronistico San Vittore. Nei primi tempi dell'epidemia il rischio che il Coronavirus entrasse e facesse una strage era altissimo, era l'incubo della direzione, della Polizia penitenziaria, dei detenuti e dei loro familiari fuori.
La rivolta di marzo 2020 aveva a che fare (anche) con questa paura e con le prime drastiche misure di chiusura che erano state prese: sospensione dei colloqui e divieto di ingresso per tutti i volontari. Alla fine di marzo 2020 il primo contagio, di un detenuto - che però era già ricoverato in ospedale e che poi lì è guarito - aveva alzato la tensione.
Poi è partito il progetto per affrontare l'emergenza, un progetto del tutto nuovo, che è stato allestito nei locali del Centro clinico, dopo aver trasferito a Opera i 90 pazienti. Un centro 'Covid-19' affidato all'équipe di 'Medici senza frontiere', che ha stabilito le linee guida per l'intervento, coordinato il lavoro degli operatori - tutti volontari, sia agenti che detenuti - e organizzato la formazione di quelli che lo avrebbero portato avanti.
La quarantena dei nuovi detenuti in arrivo è stata organizzata per piccoli gruppi, il reparto 'Covid-19' è stato messo a disposizione di tutte le carceri lombarde e ha curato 62 persone: una sola non ce l'ha fatta, era asintomatica, poi ricoverata al San Paolo dove è deceduta. Il clima che si è creato nel reparto tra la direzione, la Polizia penitenziaria e i detenuti è stato incoraggiante; nel frattempo venivano allestiti colloqui quotidiani via telefono e con video-chiamate tra i detenuti e i familiari, e si producevano mascherine.
La battaglia è stata vinta, il vecchio San Vittore è diventato un modello.

Aggiornato il: 19/06/2020