Tribunale dei minori, allarme violenze in casa

Milano (Corriere della Sera - Elisabetta Andreis), 15 giugno 2020

Interventi raddoppiati

Sabato 13 giugno 2020, a tarda notte, un signore porta a spasso il cane. Viene attirato dai pianti disperati che arrivano dal mezzo di una siepe. È un bambino di circa due anni, origini egiziane. Pare caduto dall'alto. Alla finestra proprio lì sopra, quarto piano, una bimba urla: "Il mio fratellino!". Da basso accorre il fratello maggiore, 14 anni, che vuole riportare a casa il piccolo. Il soccorritore chiama il 118, gli intima di non toccarlo. Chiede al ragazzo di far scendere un genitore, che però non arriva. Il padre è al lavoro, la mamma non parla italiano e sceglie di restare in casa, sgomenta. In ambulanza il piccolo è senza di loro.
L'ospedale, reparto rianimazione, constata: femore rotto, milza spappolata. Lo operano. A distanza di una settimana è grave, ma per miracolo non in pericolo di vita. Sulla dinamica le indagini sono in corso e la versione dei genitori risulta confusa: hanno dichiarato che il piccolo ha aperto da solo la porta blindata ed è sceso da solo per quattro piani di scale forse cadendo "nella corsa". Il fratello maggiore, adolescente, si è subito difeso: "Non sono stato io", aggiungendo che la mamma aveva chiuso la finestra allontanando una vicina sedia, poco prima dell'arrivo dell'ambulanza.
Comunque sia andata, l'episodio si inserisce in un contesto complicato. Da fine 2018 c'è un fascicolo aperto presso il Tribunale per i minori che all'epoca aveva già sancito le limitate capacità genitoriali chiedendo misure di protezione nei confronti dei bambini esposti ad un contesto di vita pregiudizievole, in stato di grave incuria e in un clima di forte tensione, a tratti violento.
Circoscritta la responsabilità genitoriale, i servizi avevano già allora avviato l'intervento domiciliare per tentare di coinvolgere i genitori in un progetto di crescita per sé e per i figli. "Negano la gravità del loro comportamento e questo rende impossibile interventi volti ad affrontare le numerose problematiche esistenti in un percorso di sostegno alla genitorialità", sostengono però i servizi, che anche durante il lockdown hanno incontrato virtualmente, con quattro incontri via Zoom, la famiglia, in crisi come tante altre, senza neanche l'àncora della scuola, rimasta chiusa da fine febbraio e mai più riaperta.
"L'emergenza sanitaria si è tradotta in emergenza sociale e lo dimostra l'attività del Tribunale per i minori che si è trovato a svolgere funzione di pronto soccorso rispetto all'aumento di derive domestiche. Abbiamo quasi raddoppiato il numero dei provvedimenti a protezione di bambini e ragazzi", nota la presidente Maria Carla Gatto.
Dal 10 marzo al 31 maggio 2020 l'autorità giudiziaria di via Leopardi ha emesso 657 provvedimenti provvisori (contro 356 nel 2019 e 321 nel 2018) con 91 allontanamenti dei minori (contro 38 nel 2019 e 44 nel 2018) e 41 dei conviventi (contro 20 nel 2019 e 29 nel 2018). "Ha senz'altro pesato anche la chiusura protratta dell'istituzione scolastica, presidio educativo e sociale che svolge anche attività di controllo e supporto a famiglie in difficoltà - continua Gatto. Ancora oggi non si è deciso come e quando riapriranno. Mentre tutto il resto è ripartito, i diritti dei minori sotto questo aspetto permangono in lockdown".
Per quanto riguarda la famiglia, nell'urgenza è stato deciso il collocamento temporaneo dei quattro bambini presso una comunità educativa insieme alla mamma (il piccolo raggiungerà gli altri quando verrà dimesso dall'ospedale), ma in prospettiva si valuterà un progetto rivolto solo ai minori. I genitori hanno bisogno di aiuto ma finora non sono riusciti a capitalizzare quello ricevuto. "Non ho mai imparato a fare bene la mamma, non ho abbastanza cura e pazienza", ha detto in arabo la signora agli assistenti sociali quando ha saputo dell'invio in comunità mentre il padre, che lavora tutta la settimana, anche di sera e al weekend, ha abbassato lo sguardo: "Quanto accaduto l'altra notte era inevitabile, più grande di quanto possiamo fare noi".

Aggiornato il: 16/06/2020