Cultura. Apre il CASVA - Centro di Alti Studi sulle Arti Visive

Cultura. Apre il CASVA - Centro di Alti Studi sulle Arti Visive

Al QT8 l'inaugurazione della nuova sede con il Sindaco Sala

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Milano, 30 settembre 2025 – Apre le porte al quartiere QT8 e alla città il CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive. Un luogo che si offre agli studiosi, agli studenti, alle associazioni e ai cittadini, per custodire e condividere quella cultura del progetto che ha reso Milano la capitale internazionale del design e dell’architettura nel Novecento. La presentazione di questa mattina si è svolta alla presenza degli assessori Marco Granelli (Lavori pubblici) e Tommaso Sacchi (Cultura). Nel pomeriggio alle 18.30 l'inaugurazione ufficiale, con il Sindaco di Milano Giuseppe Sala. 
 
Nato nel 1999 negli spazi del Castello Sforzesco con il primo importante fondo acquisito dal Comune di Milano – l’archivio dell’architetto Luciano Baldessari –, il CASVA si è progressivamente trasformato in un centro di studi e ricerche unico nel suo genere. Oggi conserva 44 archivi di architetti, designer, grafici, fotografi, art director e giornalisti, narrati nella collana I Quaderni del CASVA, giunta al ventunesimo volume. Ha già realizzato oltre 25 mostre, testimonianza di un percorso di ricerca costante, e ha attivato un’ampia serie di relazioni con studiosi, studenti e cittadini che culmina ora con l’apertura della nuova sede al QT8.
 
“Il CASVA è al tempo stesso museo, biblioteca, archivio e spazio espositivo: un luogo dalle molteplici funzioni che custodisce e restituisce la memoria viva di una comunità – ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Sala –. Se il museo espone ciò che è compiuto, l’archivio racconta i processi e le idee che hanno reso possibile l’opera. È in questa duplice prospettiva che risiede la forza del CASVA: un centro capace di valorizzare la storia e, al tempo stesso, stimolare nuova conoscenza. Restituire alla città uno spazio rimasto chiuso per quindici anni è per me motivo di grande orgoglio. Oggi Milano conquista non solo un nuovo centro culturale, ma anche un luogo di incontro e di futuro, un laboratorio permanente di creatività e innovazione”.
 
Gli archivi e la loro missione
La vocazione del CASVA è raccogliere e rendere consultabili gli archivi legati alla cultura del progetto a Milano. Fondamentale la fiducia riposta dai professionisti e dai loro eredi che hanno voluto donare i propri archivi a un istituto di conservazione, studio e valorizzazione. Riunirli in un’unica sede, aperta al pubblico e ai ricercatori, consente di coglierne le connessioni, studiarne i rapporti e comprendere, da differenti punti di vista, l’evoluzione urbanistica, architettonica e del design della città.
Il CASVA custodisce un mosaico straordinario di storie e visioni. Ci sono figure che hanno cambiato il volto delle città, come Vittorio Gregotti, capace di progettare interi quartieri – dalla Bicocca a Milano fino alla città di Pujiang in Cina – e di lasciare un’impronta indelebile nella cultura architettonica del Novecento. C’è la ricerca pionieristica dello Studio MID, che ha portato l’arte cinetica negli anni Sessanta e la pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele negli anni Ottanta.
Accanto a loro, le intuizioni radicali di Enzo Mari, che nel 1974 invitava tutti a diventare progettisti della propria casa, e le invenzioni funzionali di Roberto Sambonet, che pensava agli utensili da cucina come a oggetti intelligenti e modulari. La luce diventa materia viva nei progetti di Nanda Vigo, mentre Maria Pezzi ha saputo raccontare la moda italiana con eleganza e intensità attraverso le sue illustrazioni.
Il patrimonio comprende anche tessuti preziosi disegnati da Gio Ponti, Lucio Fontana e Gianni Dova, e gli oggetti iconici dello Studio De Pas-D’Urbino-Lomazzi, protagonisti al MoMA di New York nel 1972, quando il Made in Italy venne incoronato a livello internazionale.
L’eclettico Luciano Baldessari, tra scenografia e architettura, ci accompagna nel cuore del razionalismo, mentre Francesco Gnecchi Ruscone interpreta con misura ed eleganza lo spirito autentico della Milano borghese. Altri, come Cecilio Arpesani, hanno riportato la suggestione medievale nei palazzi in mattoni e nelle bifore che ancora oggi punteggiano la città.
Ci sono poi sperimentazioni inattese, come quelle della coppia Francesco Ginoulhiac e Teresa Arslan, che tra ville brutaliste e camper avveniristici hanno saputo coniugare quotidiano e visione. E storie di cura civica, come quella di Egizio Nichelli, che nel dopoguerra ridiede vita a chiese e cortili storici della città, senza dimenticare opere moderne come la piscina Scarioni.
Milano ritrova anche l’impronta della prima art director della Rinascente, Amneris Latis, capace di fare delle vetrine veri palcoscenici della modernità, o quella dei fratelli Soncini, che hanno immaginato una città verticale con grattacieli come Torre Breda. Con loro, le ricerche di Enrico Freyrie, premiato con il Compasso d’Oro, e l’impegno ambientalista di Angelo Cortesi, precursore della green architecture.
Non manca lo sguardo della fotografia con Carla De Benedetti, che ha immortalato gli interni dei grandi maestri del Novecento, lasciando immagini capaci di ispirare generazioni di architetti. E infine le tracce di dialoghi interculturali, come quello tra Vittorio Gregotti e Hiromichi Matsui, che ha portato l’architettura italiana a incontrare quella giapponese, fondendo due mondi in progetti che ancora parlano di modernità.
 
La nuova sede al QT8
Il trasferimento degli archivi dal Castello Sforzesco e dalla Fabbrica del Vapore alla nuova sede dell’ex mercato coperto del QT8 nasce dalla volontà di rendere più accessibile e valorizzabile un patrimonio unico che trova nel quartiere stesso, ideato da Piero Bottoni in occasione dell’Ottava Triennale del 1947, un luogo simbolico per accogliere un istituto dedicato alla memoria architettonica e urbana di Milano.
 
“Negli ultimi anni la collezione del CASVA si è arricchita fino a diventare una delle più importanti a livello nazionale ed europeo sulla cultura del progetto – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi –. Da oggi disegni, prototipi, modelli, faldoni, oggetti e cassettiere colme di idee e visioni che hanno fatto grande la cultura del Novecento trovano una nuova casa al QT8. La scelta di restituire all’uso pubblico l’ex mercato non solo riapre al quartiere un edificio chiuso dal 2011, ma lo inserisce in un percorso di rinascita civica e culturale che valorizza le radici stesse di Milano”.
 
Per recuperare l’ex mercato, rispettando le caratteristiche originarie dell’edificio e rifunzionalizzandolo per le esigenze del CASVA, è stato fondamentale il contributo ideativo del gruppo di lavoro del DAStU (Dipartimento di Architettura e Studi Urbani) del Politecnico di Milano. Lo studio di fattibilità tecnico-economica è stato realizzato da Architetti per Milano e donato al Comune da Fondazione Triennale, mentre la progettazione definitiva ed esecutiva, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza sono stati affidati a MM. Il costo totale dell’intervento ammonta a circa 7,3 milioni di euro.
 
“Prendersi cura di una città significa anche restituire ai suoi abitanti luoghi da tempo feriti, rinnovarne le funzioni e rispondere ai nuovi bisogni – ha affermato l’assessore ai Lavori pubblici Marco Granelli –. È quello che abbiamo fatto qui al CASVA, una trasformazione lunga e complessa: ieri un mercato, da oggi un centro di cultura e condivisione del sapere, dal passato al futuro attraverso il presente. Perché questa è la vocazione di un archivio: mettere a disposizione la conoscenza dei maestri alle nuove generazioni. Da oggi potremo tutti godere di un nuovo spazio pubblico”.
 
Spazi e funzioni
Al primo piano gli spazi (1.254 mq) sono dedicati alla divulgazione con mostre e attività rivolte agli studiosi e al quartiere, in un’area espositiva utilizzabile anche per conferenze. Sono presenti, inoltre, un bar e bookshop, salette per laboratori e attività didattiche proprie dell’Istituto, nonché iniziative culturali proposte dalle numerose associazioni operative nel quartiere. Un calendario comune proporrà le diverse manifestazioni ideate in collaborazione o coprodotte. Le salette saranno concesse alle associazioni per attività culturali gratuite, con a carico degli organizzatori i soli costi di custodia e sicurezza. Sempre al primo piano hanno sede la direzione e gli uffici amministrativi dell’Istituto. Al piano seminterrato (1.715 mq) si trovano l’area dedicata alla conservazione degli archivi e gli spazi funzionali allo studio: un deposito archivistico, una zona di quarantena, un laboratorio, un’area per la conservazione del materiale fotografico e per la sua scansione, una sala di consultazione e una sala di lettura. All’esterno, il CASVA è circondato da ampie superfici pavimentate: al primo piano un portico coperto e una terrazza si affacciano sul Monte Stella; al piano seminterrato, a livello del parco, un ampio cortile prospiciente la sala di lettura è funzionale all’organizzazione di attività culturali all’aperto. Il bar (140 mq inclusi i servizi) sarà oggetto di un affidamento temporaneo e sperimentale: al concessionario saranno richiesti, oltre alla gestione del bar/caffetteria e del bookshop, anche custodia e sorveglianza del CASVA per almeno 600 ore annue, in modo da consentire aperture straordinarie dell’Istituto e la gestione delle salette. Il bando, scaduto il 21 settembre scorso, è ora in fase di aggiudicazione.
 
Le attività del CASVA
“Al CASVA ogni forma è una storia da raccontare: con questo motto vogliamo invitare studiosi e cittadini alla scoperta delle collezioni. Comunicare la ricchezza di un patrimonio archivistico è infatti una necessità – spiega la Direttrice del CASVA Maria Fratelli – poiché il documento non è immediatamente narrativo in sé, ma deve essere collocato all’interno di un percorso in grado di raccontare la nascita e la realizzazione di un’idea. Da qui il nostro impegno, passato, presente e futuro, per diffondere il più efficacemente possibile la cultura del progetto a Milano”. 
Il CASVA diffonde fin dalla sua istituzione la ricchezza del proprio patrimonio attraverso pubblicazioni (21 Quaderni del CASVA già pubblicati, con in uscita il volume dedicato allo studio De Pas-D’Urbino-Lomazzi), mostre e iniziative in rete con la città.
 
Un racconto in mostra: il CASVA tra archivi e formazione
In occasione dell’inaugurazione, gli spazi espositivi al primo piano ospitano una rassegna che intende sottolineare come il CASVA non sia soltanto una raccolta documentaria, ma un patrimonio vivo di materiali di progetto, oggetti e prototipi di design. Fin dall’ingresso, la prima teca dedicata alla collezione di Roberto Sambonet testimonia questa vocazione, presentando al pubblico una selezione di opere significative.
Accanto ai grandi pezzi iconici di Baldessari, dello Studio De Pas-D’Urbino-Lomazzi e di Gregotti, trova inoltre spazio la mostra 6 racconti d’archivio, esito di un progetto di comunicazione sviluppato nel 2025 con gli studenti della IULM. L’esposizione si propone di restituire la missione del CASVA come istituto di formazione e ricerca, capace di valorizzare il proprio patrimonio in una prospettiva didattica e divulgativa, in dialogo costante con le nuove generazioni.
 
Il ritorno della Donnina di Milano
Torna al QT8 la “Donnina di Milano” di Marino Marini, l’imponente scultura in pietra calcarea realizzata dall’artista nei primi anni Trenta, che rappresenta una figura femminile dai tratti arcaici e sacrali, alta 2 metri e 30. Collocata da Piero Bottoni nei primi anni Cinquanta sulla cima del Monte Stella, la scultura ha accompagnato per decenni la vita del quartiere, diventandone un simbolo affettivo e identitario. Protagonista di una lunga vicenda di spostamenti, scomparse e successivi ritrovamenti, l’opera – parte delle collezioni del Museo del Novecento – è stata recentemente restaurata dal Museo della Scienza e della Tecnologia e viene ora restituita in via definitiva al QT8.
 
Informazioni
La consultazione è gratuita e aperta dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 17.30 a studiosi, studenti e cittadini.
Le mostre organizzate dal CASVA saranno fruibili da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 17.30.
 
Contatti c.bibliocasva@comune.milano.it

Aggiornato il: 01/10/2025