Kem Kem Diary - Museo di Storia Naturale
Kem Kem Diary
Anche quest’anno il Museo di Storia Naturale di Milano ha partecipato a una spedizione nel deserto del Kem Kem, nel sud-est del Marocco.
Gli scavi hanno restituito nuovi reperti che arricchiscono lo scheletro di spinosauro più completo al mondo, contribuendo ad approfondire la conoscenza dell’anatomia di questo dinosauro. Il “dragone dei fiumi” del Cretaceo continua a rivelare nuove e uniche caratteristiche!

Il Sahara non è stato sempre un deserto. Milioni di anni fa era una foresta lussureggiante non lontana dal mare, dove vivevano animali che oggi tornano alla luce sui dirupi assolati sotto forma di fossili.

Un beduino ci guidò su questo pendio anni fa, mostrandoci le prime ossa che aveva trovato: vertebre con lunghe spine. Erano la carta d'identità di un dinosauro molto particolare e ancora poco conosciuto. Di quello spinosauro, quassù abbiamo trovato tutta la coda. Ora manca il resto dello scheletro.

Per cercare le ossa mancanti dello spinosauro ancora intrappolate nella collina bisogna rimuovere la dura arenaria che ricopre il livello fossilifero. Ci vogliono quindi martelli pneumatici, mazze e scalpelli.
Quest'anno il team di scavo comprende paleontologi italiani, marocchini, inglesi e tedeschi.

L'area di scavo si allarga sia a destra sia a sinistra, raggiungendo una notevole estensione. In aprile il clima è gradevole ma a mezzogiorno il sole picchia già forte e occorre bere molta acqua arricchita di sali. La pausa pranzo si fa all'ombra di enormi massi.

Raggiunto lo strato in cui un antico fiume 95 milioni di anni fa disperse le ossa dello spinosauro, occorre scalpellare con attenzione. Ogni colpo potrebbe mettere in luce un nuovo reperto. E infatti emerge una costola. Per evitare danni, l'arenaria sabbiosa che la circonda viene rimossa con punte di metallo sempre più piccole.

Per distaccare le ossa bisogna consolidarle con colle impregnanti e poi scavare una serie di piccoli tunnel nell'arenaria sottostante. Qui abbiamo ideato un sistema di protezione e trasporto molto leggero per i nostri zaini: avvolgiamo le ossa fossili con carta morbida e le imbottigliamo!

Rientrato alla base (una casbah in stile berbero), dopo cena il gruppo di scavo si dedica alla pulitura dei fossili trovati in giornata, nonché ad una prima catalogazione.

Fra le dune circostanti, nel buio notturno non è raro imbattersi in qualche scorpione, che con una torcia UV diventa fluorescente.

La spedizione volge al termine, con il trasporto di tutti i nuovi reperti all'università di Casablanca.