Il veleno dopo lo sparo. Il piombo nella caccia avvelena gli uccelli, l'ambiente e l'uomo

Il veleno dopo lo sparo

dal 28 nov 2025 al 29 mar 2026
Mostra

Testi, immagini, oggetti e rari esemplari di uccelli rapaci per riflettere sui rischi ambientali e sanitari legati all’uso del piombo nelle munizioni da caccia

Fino al 29 marzo il Museo di Storia Naturale ospita la mostra "Il veleno dopo lo sparo. Il piombo nella caccia avvelena gli uccelli, l'ambiente e l'uomo", un percorso dedicato ai rischi ambientali e sanitari legati all’uso del piombo nelle munizioni da caccia.

Ogni anno, solo in Europa, l'intossicazione da ingestione di piombo uccide circa 2.300.000 uccelli. Ma Il piombo è dannoso anche per gli esseri umani e per gli animali da compagnia.
Dal 2023 il Parlamento Europeo vieta il suo uso nelle zone umide, riconoscendone ufficialmente la tossicità per fauna, ambiente e salute umana. L’OMS definisce il piombo una neurotossina pericolosa senza soglie di sicurezza e sconsiglia vivamente il consumo di selvaggina abbattuta con munizioni tossiche a bambini sotto i 7 anni, donne in età fertile e a persone sopra i 70 anni di età. Ciò nonostante, il piombo è ancora ampiamente utilizzato in Europa per la produzione di munizioni da caccia, il cui impiego provoca una massiccia dispersione di questo metallo nell’ambiente e la possibile ingestione da parte dell’uomo, che consuma carne di selvaggina contaminata da pallini e frammenti di proiettile.
La mostra è quindi un monito chiaro a istituzioni e consumatori: l’uso irresponsabile del piombo mette a rischio l’equilibrio degli ecosistemi, la fauna selvatica e la salute umana.

In esposizione testi, immagini, oggetti e rari esemplari di uccelli rapaci provenienti dalle collezioni del Museo.

Promossa da Comune di Milano Cultura e realizzata dal Museo in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali “E. Caffi” di Bergamo e con la Società Italiana di Scienze Naturali, l’esposizione riprende e rinnova quella presentata a Bergamo nel 2023 nell’ambito di BGBS2023 – Capitale Italiana della Cultura, con contenuti aggiornati e un nuovo allestimento.